
Proviamo per un attimo a mettere da parte la Bandiera Blu.
Diciamo pure che è un simbolo, un riconoscimento, e che senza quella bandiera il mare di Sabaudia resta lo stesso, la gente continuerà ad andarci e le nostre spiagge continueranno ad essere bellissime. Tutto vero.
Ma provate a immaginare se domani un grande produttore del Chianti Classico perdesse il marchio DOCG perché non ha rispettato gli standard richiesti. Il vino si potrebbe ancora bere? Certamente. L’azienda continuerebbe a produrre? Certamente. Qualcuno potrebbe seriamente sostenere che perdere quel riconoscimento sia irrilevante? Ecco, appunto.
Ma c’è qualcosa di più importante della Bandiera Blu, ed è su questo che vogliamo riportare il confronto.
La stagione balneare è iniziata il 16 maggio e siamo arrivati a luglio inoltrato senza un servizio di salvamento adeguatamente organizzato sulle spiagge libere. Sono serviti SESSANTASETTE GIORNI, dall’ordinanza balneare emessa dallo stesso sindaco, nei quali un problema prevedibile è diventato prima un’emergenza e poi una corsa per trovare una soluzione.
Ora finalmente si arriva all’affidamento. Leggendo il capitolato emergono discrasie che, a nostro avviso, meritano spiegazioni.
Il servizio è di otto ore o di dieci al giorno? Le ore complessive sono 1.440 oppure 1.800?
Per il personale viene richiamato un livello contrattuale in una parte e uno diverso in un’altra. Persino i termini di pagamento cambiano all’interno dello stesso documento.
Singolarmente possono essere errori materiali. Tutti insieme, dentro un atto predisposto a stagione ormai abbondantemente iniziata, raccontano però qualcosa di politicamente molto più serio: la sensazione di un’amministrazione che rincorre gli eventi e prova a mettere una toppa quando il problema è già esploso, e di una macchina amministrativa allo sbando.
Dopo quattro anni, su una questione centrale per una città di mare come Sabaudia, questa vicenda restituisce l’immagine di un’amministrazione arrivata ancora una volta tardi e di un Sindaco che, alla prova dei fatti, ha dimostrato un modo di fare INADEGUATO al ruolo che ricopre.
Noi vogliamo parlare soprattutto di quello che viene dopo.
Preparare l’estate durante l’inverno, avere procedure concluse prima dell’apertura della stagione, prevedere subito un piano alternativo se una gara va deserta e costruire finalmente un vero Piano comunale della sicurezza del litorale.
La Bandiera Blu possiamo riconquistarla.
Il tempo perso purtroppo no, ma possiamo evitare di perderne ancora.
